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La città di Bolsena si affaccia sulle rive orientali dell'omonimo lago, alle pendici dei monti Volsini e nel territorio della Tuscia viterbese.
Il lago di Bolsena, il maggior bacino lacustre di origine vulcanica d'Europa, nonché il quinto lago più grande d'Italia, offre un paesaggio mozzafiato ed incontaminato che caratterizza questa zona.

Oltre che per il pittoresco panorama dove il blu delle acque lacustri si sposa perfettamente con il grigio della pietra tufacea e con il verde dei boschi e delle colline circostanti, il lago di Bolsena si caratterizza anche per un'importante attività turistica ed ittica.
A tal riguardo, il pesce più diffuso è il coregone, che predomina in innumerevoli ricette culinarie locali; non sono tuttavia da dimenticare le anguille del lago di Bolsena, citate anche da Dante nel XXIV canto del Purgatorio, per l'ingordigia di Papa Martino IV che le annegava nel vino della Vernaccia affinché fossero più saporite.

Bolsena, tuttavia, è anche sinonimo di storia e cultura. Numerosi sono infatti i resti monumentali che la città custodisce: dalla città etrusco-romana di Volsinii, alla Basilica di origine romanica di Santa Cristina risalente al XI secolo, agli affreschi e mosaici di abitazioni nobiliari, alle necropoli del III secolo a.C. e alla Rocca Monaldeschi che domina la sommità della città.
Il quartiere medievale Castello tramanda da secoli il racconto delle origini e della storia del luogo, visto che costituisce il primo nucleo abitato dell'odierna città e ne conserva immutata la fisionomia medievale. Passeggiare tra i caratteristici vicoli di questo incantevole quartiere è come fare un tuffo indietro nel passato, è come toccare con mano la vera Storia, è come immedesimarsi con dame e cavalieri medievali che hanno intagliato le pietre che tutt'ora fanno da cornice al quartiere e che hanno calpestato moltissimi anni fa lo stesso selciato di queste stradine. Il nome Castello deriva dalla presenza della Rocca Monaldeschi della Cervara che si staglia possente all'entrata principale del quartiere. La Rocca fu eretta nel 1156 per volontà di Papa Adriano IV per difendere la popolazione dalle incursioni di Federico Barbarossa e a seguito acquistata ed abbellita dalla famiglia Monaldeschi nel XIV e XV secolo. Attualmente la Rocca accoglie il Museo Territoriale del lago di Bolsena, dove si possono ammirare reperti archeologici di grande interesse di epoca villanoviana, etrusca e romana.

Bolsena è conosciuta anche con l'appellativo di "La città del Miracolo Eucaristico" in virtù del miracolo che avvenne nel 1263 quando, al momento della consacrazione, sgorgò del sangue dall'ostia, macchiando la pietra dell'altare e il corporale di lino. Quest'ultimo è conservato nel Duomo di Orvieto, poiché venne consegnato a mo' di prova del miracolo a Papa Urbano IV, in quei giorni in visita alla città di Orvieto. Il Papa, dopo aver preso visione di quanto presentatogli, istituì, l'anno seguente, la festa del Corpus Domini. Tale celebrazione è tutt'oggi molto sentita da tutti gli abitanti di Bolsena e viene celebrata ogni anno con una solenne processione per le vie della città, adornate da colorati tappetti artistici di fiori freschi (Le Infiorate del Corpus Domini).

Non meno importante è la Festa di S. Cristina, martire cristiana e patrona della città, uccisa dal padre alla tenera età di 12 anni poiché convertitasi al Cristianesimo. Ogni anno, il 23 e il 24 luglio, nelle principali piazze di Bolsena su dei palchi di legno, i martiri subiti dalla Santa vengono rievocati con la rappresentazione dei Misteri. Questi ultimi rievocano, in una decina di quadri plastici, i martiri cui fu sottoposta la giovane Cristina. Le scene si animano di personaggi silenziosi e statici: Santa Cristina che galleggia sulla pietra nel lago, il supplizio della ruota con le fiamme ardenti, il taglio della lingua, il carcere, il supplizio della fornace, i diavoli, la flagellazione, la distruzione degli idoli, gli aspidi, la morte per le frecce, la sepoltura e la Gloria.